Prusa i3 MK2 Multimaterial upgrade Primi test

Nel corso del mese di dicembre sono iniziate le fasi Beta testing della stampante Prusa i3 MK2 Multimaterial.

 

Il produttore ha già annunciato che non intende rilasciare una stampante completa per il Multimaterial, ma solo degli “Upgrade kit” che permetteranno di trasformare l’attuale Prusa i3 MK2.

In qualità di Beta Tester, 3DM s.r.l. sta partecipando allo sviluppo di tale soluzione. I primi risultati, lo diciamo subito, sono promettenti.

Il kit è composto sostanzialmente da:

  • un set di 4 portabobine, (che potranno essere 2 nella versione bimateriale)
  • 3 motori per l’estrusore (1 nel caso della bimateriale)  che si aggiungono a quello esistente sulla MK2
  • un “YSplitter”, ovvero un convogliatore di filamento che permette di incanalare il filamento prescelto verso l’estrusore
  • un set di plastiche per il fissaggio dei 4 motori estrusore sul frame della stampante
  • una scheda Multiplexer aggiuntiva che consente di pilotare 4 (o 2) motori estrusore invece che uno solo
  • plastiche estrusore adattate alla nuova configurazione

La macchina ha poi un firmware dedicato che non è compatibile con la MK2 standard.

Nel momento in cui scriviamo non abbiamo ancora a disposizione un postprocessore dei Gcode che ci consenta di preparare il file nel modo corretto per la stampa multimateriale.

I Gcode ed i relativi risultati stanno quindi al momento giungendo direttamente dal produttore che grazie alla squadra di beta tester sta raccogliendo dati per la messa a punto finale.

Gli aspetti più critici di questa nuova versione della MK2 derivano essenzialmente da un fattore, determinante e allo stesso tempo caratterizzante il processo stesso: il cambio filamento. Eh si, perchè sappiamo tutti (o almeno lo sa chi con le stampanti gioca o lavora da un po’) che un filamento estratto dal corpo caldo e poi dal PTFE, non sarà più in grado di rientrarvi se lo si lascia raffreddare…. A questo si aggiunge la necessità di non inquinare le aree di colore differente, come generalmente accade con le macchine multi estrusore se non messe perfettamente a punto. Da qui nascono idee e soluzioni che sia dal punto di vista software che hardware, Prusa ha adottato per superare l’ostacolo.

Dal punto di vista tecnico al momento non ci spingiamo oltre con i dettagli,  essendo il lavoro in via di finizione e lasciamo a tutti i lettori più appassionati un po’ di curiosità…. al momento doverosa. Possiamo però dirvi che la prima tornata di test è terminata individuando un paio di criticità prontamente affrontate da Prusa e per le quali dovremmo ricevere un aggiornamento a breve…….

Sicuramente possiamo iniziare a dire che.

i principali vantaggi sono:

  • messa a punto estrusore molto semplice, come una classica MONO
  • qualità di stampa, eccellente: l’ estrusore è sempre lo stesso, quindi ci dimentichiamo di tutti i problemi di interferenza dell’ugello non attivo, di oozing, ecc…
  • carrello di stampa leggero: i motori sono sulla parte fissa ancorati al telaio, quindi le inerzie di massa spariscono.

Gli svantaggi:

  • materiali flessibili sono poco indicati in quanto l’estrusione indiretta, attraverso il tubo relativamente lungo dal motore all’Ysplitter, associata agli attriti, impediscono un funzionamento regolare (al momento)
  • materiali che richiedono diverse temperature del piatto, non sono compatibili, come per le macchine multiestrusore
  • spreco di materiale: un po’ più elevato, a causa del ciclo di pulizia necessario per passare da un colore all’altro

(click su immagini per scaricare video)

Ricordiamo che per chi volesse prenotare un kit Multimaterial a 2 o 4 materiali, ci può contattare a

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