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BQ Witbox GO! Recensione

Dopo alcuni mesi di annunci e anteprime, finalmente BQ ha rilasciato la nuova stampante 3D Witbox GO!.

Si tratta di un prodotto pensato per l’utenza che si vuole avvicinare alla stampa 3D pur non avendo conoscenze tecniche particolari in tale ambito.

Unpackaging

Confezione esterna

La stampante è stata consegnata, come di consueto per BQ, in un doppio imballo. Il primo, esterno, costituito da una scatola di cartone protettivo

Imballo interno BQ, con maniglie di chiusura

ed un secondo interno, caratteristico del marchio BQ, concepito per essere conservato nel tempo e consentire il reimballo della stampante in caso di trasporto o spedizione.

Nulla è lasciato al caso. Per aprire e chiudere la confezione troviamo le consuete maniglie in plastica da ruotare di 90° per sfilare il coperchio.

Witbox GO!

La Witbox Go! è un prodotto essenziale in tutto. Non c’è nulla di superfluo, ma tutto quello che serve.  Nella confezione troviamo inclusi:

  • un piatto di stampa
  • un cavo Micro USB
  • una spatola
  • un manuale dell’utente
  • una bobina da 300gr. di PLA (rossa nel nostro caso)
  • un cavo di alimentazione
  • un adattatore per prese americane
  • un campione stampato che attesta l’avvenuto collaudo

    Contenuto della confezione

La stampante

Di aspetto molto gradevole ed amichevole, Witbox GO! è un piccolo cubo in plastica bianca e trasparente di  30 cm di lato,  aperto su 2 facce per avere accesso al piatto di stampa removibile.

Ques’ultimo non necessita di essere trattato per l’adesione delle stampe. Può essere montato in un solo senso e, nell’alloggiamento che lo ospita, c’è un contatto di presenza che non permette l’avvio della stampa se il piatto non c’è. Sul lato del piatto (a destra in figura) troviamo poi una spugnetta gommosa che consente la pulizia automatica dell’ugello.

Piatto di stampa
Vano bobina

Su un lato troviamo il vano che ospita la bobina da 300 g.

Superiormente troviamo il tasto di accensione ed il led il cui lampeggio e colore indicano il funzionamento o la presenza di problemi.  Non esiste alcun display.

Tasto ON/OFF e led di funzionamento

Internamente la Witbox GO! ha una memoria di  8 GB. (circa 5 GB disponibili per l’utente)

Il campo di lavoro è: 140x140x140 mm

L’estrusore è di tipo Bowden, all Metal (quindi senza PTFE interno) e termicamente isolato nei punti giusti per impedire al calore di risalire lungo il corpo dell’estrusore ed evitare così i conseguenti inceppamenti dovuti al rigonfiamento del filamento.

Estrusore

Prima installazione.

Come operazioni preliminari occorre scaricare il software ZETUP dal sito BQ:

Download Software

Download Zetup

Il software, disponibile per Windows, Linux e Android, è il cuore  del sistema.

Al momento della prova era disponibile la versione 1.0.1, rapidamente aggiornata alla versione 1.3.0, la più recente nel momento in cui stiamo scrivendo.

Per la prima installazione occorre collegare la stampante tramite il cavetto Micro USB in dotazione.

Cavo alimentazione e MicroUSB

Al momento dell’accensione il piatto di stampa si trova in posizione rialzata, vicino all’ugello. Questa è la “modalità di trasporto”.

Zetup – prima installazione

Dopo aver installato il software, una procedura  guidata permette la ricerca della stampante e, una volta trovata,  permette l’inserimento di  alcuni parametri basilari , il passaggio dalla modalità di trasporto a quella operativa (con il piatto totalmente abbassato) e il collegamento alla rete wi-fi  locale.

Da quel momento la Witbox Go! risulta accessibile anche senza il collegamento Micro USB. E’ sufficiente che essa sia collegata alla rete elettrica e che sia coperta dalla rete wifi.

Zetup

Il software Zetup ha sostanzialmente un menù con due voci. E la seconda è comunque richiamabile dal sottomenù della prima

In esse troviamo

  • la possibilità di spegnere la stampante e di aggiungerne delle altre, costituendo così una rete di Witbox GO!.
  • le procedure di caricamento/scaricamento del filamento
  • la gestione dei progetti di stampa
  • le informazioni statistiche della stampante e della bobina di filamento caricata.

Versione analoga può essere installata anche sullo smartphone Android (per ora i tablet non sono supportati).

La connessione alla stampante avverrà in questo caso tramite collegamento Bluetooth

Il firmware della stampante, sempre su base Android, dopo il primo avvio è stato subito aggiornato ad una versione successiva. Nel momento in cui scriviamo, Android è alla versione 1.2.1 ed il firmware alla 1.1.2.

Primo test di stampa:

quello che veramente differenzia la Witbox Go! dagli altri prodotti è la totale assenza di parametri da inserire. E’ vero si può solo stampare il PLA di BQ e solo nella versione da 300 gr, ma la semplicità delle operazioni è quasi disarmante.

Vediamole passo passo.

1 – Accensione della stampante

2 – Avvio di Zetup sul PC.

3 – Caricamento del filamento (o scaricamento  qualora si volesse cambiare bobina).

4 – definizione del progetto di stampa, ovvero caricamento del modello STL e disposizione sul piatto virtuale di stampa

Zetup – gestione del progetto di stampa

5 – Salvataggio del progetto e avvio della stampa.

6 – attesa del pezzo finito.

Test di stampa – 1
Test di stampa – 2
Test di Stampa – 3
Test di stampa – 4

Nel caso in cui si verificassero inceppamenti, un messaggio ci avviserà e, al nostro ok, la stampante avvierà un processo automatico per renderla nuovamente operativa. In quel caso la stampa sarà da rifare.

Ed infine i costi:  779.90 € iva inclusa

Di seguito un piccolo video, privo di audio, che illustra quanto descritto nell’articolo.

Conclusioni

Escludendo i primi test con firmware non aggiornato, la stampante si è dimostrata molto affidabile e veramente alla portata di tutti. Riteniamo che per le applicazioni hobbistiche e domestiche sia uno strumento ideale anche per chi non ha alcuna nozione di stampa 3D ma allo stesso tempo voglia divertirsi realizzando gli ormai diffusissimi oggetti scaricabili da internet.

La stampa 3D è un processo affascinante e oggi la meraviglia della creazione davanti ai propri occhi di un oggetto è, grazie a Witbox GO! alla portata di tutti.

Dove acquistare:

la stampante è disponibile presso il nostro negozio online.

3DMprint shop

 

 

 

 

 

Prusa Research annuncia la nuova MK3

Forte del successo della Prusa i3 MK2 (poi diventata MK2S con l’upgrade estivo), il team di Joseph Prusa sembra avere alzato il livello tecnologico delle stampanti FDM piatto caldo sotto i 1000 €. Al Maker Faire di New York tenutosi il 23 e il 24 di settembre è stato presentato il nuovo gioiello, la Prusa i3 MK3

Pur conservando l’aspetto familiare della linea Prusa i3, i tecnici hanno apportato migliorie in praticamente tutti i componenti principali.

Avendo raggiunto già ottimi livelli di qualità e velocità di stampa con le precedenti versioni, con la MK3, l’obiettivo principale era quello di rendere la stampa 3D più semplice ed affidabile consentendone l’utilizzo ad un numero sempre crescente di persone.

Per ottenere il risultato Prusa ha reso più complesso (ma non per l’utente) il suo prodotto, aggiungendo un certo numero di sensori ognuno dedicato ad intercettare, monitorare e correggere eventuali problemi, immediati o potenziali che si possono verificare nel corso della stampa. Inoltre ci sono state alcune migliore strutturali.

Andiamo con ordine e vediamo una ad una le novità presenti sulla Prusa i3 MK3

Sensore Filamento

Quasi tutte le stampanti di nuova generazione ormai lo propongono e in Prusa dovevano adeguarsi. Mentre però i metodi più diffusi sono tipicamente meccanici (normalmente switch per rilevare la presenza e cuscinetti di contatto + sensori per rilevare il movimento), in questo caso si è deciso di adottare il LASER.

Un unico sensore  che consente di rilevare sia la presenza che lo scorrimento del filamento. Si tratta di una soluzione che porta con se numerosi vantaggi. Interviene infatti sia in caso di fine filamento o rottura dello stesso, sia in caso di blocco (clogging) nell’estrusore,  mettendo la stampa in pausa e proponendo all’utente la possibilità di intervenire per risolvere il problema. Inoltre la presenza del sensore ha permesso di automatizzare il ciclo di caricamento del filo che ora una volta individuato dal sensore, verrà portato direttamente nell’hotend.

Inoltre, aggiungiamo noi, la presenza del sensore Laser, implica assenza di ulteriori contatti del filo che, abbiamo notato su macchine della concorrenza, contribuiscono ad aumentare la resistenza all’avanzamento e quindi al surriscaldamento del motore stepper e, nei casi più gravi, a problemi di trascinamento del filo stesso.

Power Panic

Un’altra funzione utilissima ormai sempre più frequente: la capacità di riprendere la stampa anche dopo un’interruzione di corrente. La novità in questo caso risiede nel fatto che la funzione NON necessita di alcun tipo di batteria.

 

Il tutto è reso possibile da un sensore che tiene sotto controllo la tensione. Quando rileva un calo, esso toglie l’alimentazione alle resistenze del piatto e dell’ugello e lascia una carica sufficiente nei condensatori perchè essi possano memorizzare la posizione e portare la testina in posizione di riposo.

Al ripristino della corrente un menù consentirà di riprendere dal punto in cui la stampa era stata interrotta.

Sensore ventole. Upgrade a Noctua

Entrambe le ventole sono state dotate di sensore di giri, per aumentare l’affidabilità e prevenire i bloccaggi o avvertire l’utente in caso di problemi.

Inoltre, la partnership con Noctua assicura sulla MK3 una silenziosità superiore.

Sensore temperatura ambiente e P.I.N.D.A. con Termistore

Oltre ai  sensori temperatura normalmente presenti sulle stampanti monoestrusore (ci riferiamo ad ugello e piatto di stampa), Prusa aggiunge un sensore di temperatura ambiente al di sopra dell’elettronica, con lo scopo di evitare errori di MINTEMP per processi di stampa che avvengono in ambienti particolarmente freddi, al di sotto dei 15°C. Il secondo è invece  stato integrato nella nuova versione del sensore induttivo (P.I.N.D.A. 2) per la rilevazione del piano e il conseguente autolivellamento. Esso serve per compensare la differenza di comportamento del sensore stesso al variare delle temperature. Non è raro infatti che  si trovi a lavorare in condizioni molto variabili, specialmente durante sessioni di lavoro in cui la stampante viene lasciata in situazioni di preriscaldo per lungo tempo.

Scheda Madre EINSY RAMBo

La nuova scheda madre, sviluppata in codesign con Ultimachine, a detta del produttore Prusa è la più avanzata scheda madre dedicata alla stampa 3D oggi esistente. Oltre ad avere funzioni di controllo utili per la diagnostica dei guasti, porta con se i nuovi drivers TRINAMIC 2130, che offrono funzioni e caratteristiche avanzate. Purtroppo per poter utilizzare la nuova elettronica, Prusa ha dovuto scegliere una tensione di alimentazione a 24V, il che pone dei limiti negli upgrade delle vecchie stampanti MK2/MK2S.

TRINAMIC 2130. Stampe veloci, silenziose e con la funzione di shifting layers detection.

Grazie ad un valore di microstepping pari a 256, la silenziosità è stata migliorata notevolmente, raggiungendo livelli di riferimento assoluto.

Grazie poi alla capacità del TRINAMIC 2130 di rilevare eventuali errori di passo dei motori stepper, vengono eliminati gli errori di stampa conseguenti. Niente più piani traslati per collisione o per elevata velocità. Se l’elettronica rileva che il motore ha saltato un passo,  si ferma, viene eseguito un riazzeramento e il tutto riprende nel modo corretto.

Mentre con la MK2S difficilmente si poteva osare oltre i 100mm/s, qui, i limiti raddoppiano e si potrà pensare a stampe con velocità dellordine dei 200 mm/s.

Dal punto di vista meccanico invece, gli aggiornamenti riguardano:

Asse Y

Per dare maggior rigidità Prusa è finalmente passato ai profili estrusi in alluminio. Nel rivedere il progetto, sono stati guadagnati 10 mm sull’asse Z che passa così a 210 mm.

Estrusore Bondtech

 

Soluzione già vista per la Multimaterial, viene applicata anche sulla MK3. Effettivamente avevamo già potuto apprezzarne l’efficacia. Maggior forza di trascinamento significa maggiore affidabilità.

Parliamo chiaramente solo dei due ingranaggi di trascinamento. Nulla si dice sull’ Hotend che riteniamo sarà sempre E3D V6, ma da verificare.

Piano riscaldato magnetico MK52

Diciamocelo…. uno degli aspetti più fastidiosi della MK2/MK2S era propio il piano di stampa: inamovibile e con una superficie abbastanza delicata. Tanto da far rimpiangere molte volte il classico Vetro.

Ora però sembra che in casa Prusa si sia corsi ai ripari dotando la MK3 di un piano amovibile, magnetico e per di più flessibile.

In pratica una lastra di acciaio armonico, con caratteristiche magnetiche poco sensibili alla temperatura,  rivestita di PEI.

La flessibilità permetterà di staccare facilmente il pezzo finito e il piano metallico impedirà danneggiamenti del piatto di stampa in caso di collisioni con l’ugello.

In fase di testing di altre soluzioni per Prusa Research,  si era intravisto qualche particolare prodotto nelle loro fabbriche con superfici avente rugosità strane non tipiche di una MK2S e di un PEI classico. Ora capiamo che erano dovute a questa soluzione. Ci chiediamo però se la finitura che sceglieranno per la produzione di serie sarà effettivamente accettabile per tutti.

Di sicuro Prusa la sta usando su tutte le sue stampanti di produzione.

Octoprint Ready

La nuova scheda madre EANSY RAMBo ha la possibilità di montare il Raspberry PI Zero W, che dota la stampante di connettività wireless. In tal modo connettere la stampante ad Octoprint risulterà molto semplice. Prusa prevede in uno step seguente la connessione direttamente dall’LCD della macchina.

Costi ed Upgrade

parlando di prezzi, la nuova Prusa i3 MK3, in Italia verrà a costare poco di più della precedente: 769 € Iva inclusa

Nota dolente invece è l’impossibilità di eseguire l’upgrade completo delle vecchie stampanti. Il passaggio ai 24V e il nuovo asse Y impediscono un aggiornamento completo e conveniente della MK2S.

Per i possessori delle vecchie Prusa, è stato quindi messo a punto un upgrade di compromesso: Upgrade kit da MK2S  a MK2.5

Esso prevede:

  • nuovo piano magnetico MK52
  • testa di estrusione Bondtech
  • nuovo sensore P.I.N.D.A. 2
  • sensore filamento laser

Nel momento in cui scriviamo l’upgrade viene proposto al prezzo di  185 €. Se la stampante è stata comprata nei 30 giorni antecedenti l’uscita della MK3, il prezzo è pari a 99 $ (circa 95 €), mentre per i possessori di una MK2S il costo si aggirerà attorno ai 145€.

Multimaterial Upgrade

Sarà possibile eseguire l’upgrade per il kit Multimaterial, aggiungendo i sensori filamento che, in quel caso miglioreranno notevolmente l’affidabilità di stampa. A riguardo però le indicazioni sono ancora un po’ vaghe, sia sui modi che sui tempi che sui costi.

Il sensore laser per il filamento  dovrebbe poter essere comprato separatamente.

Dove acquistarla

In italia la stampante è ordinabile allo stesso prezzo di Prusa Research, al seguente link, presso il nostro shop:

http://www.3dmprint.it/negozio/index.php?id_product=34790&controller=product

oppure contattandoci direttamente:

mail a:  info@3dmprint.it

Telefonicamente: 0118950992

Al momento l’inizio delle consegne è previsto per novembre ma  è probabile qualche slittamento che porterà presumibimente ad inizio 2018.

 

Multimaterial Upgrade Kit per MK2/MK2S. Iniziano le consegne – Facciamo il punto!

Prusa Research ha deciso di mettere sul mercato il kit per trasformare la propria stampante MK2 (o MK2S per chi l’ha acquistata di recente) in una stampante Multimateriale, ovvero in grado di gestire più di un filamento contemporaneamente.

Continua la lettura di Multimaterial Upgrade Kit per MK2/MK2S. Iniziano le consegne – Facciamo il punto!

Sharebot 42 – Il nostro test del Nylon Carbon

Oggi è la volta del Nylon-Carbon, il pregiato filamento di Sharebot, che abbiamo testato sulla nostra stampante 42.

Si tratta di un Materiale Tecnico, che, sulla carta, vorrebbe unire le  caratteristiche di un Nylon in termini di resistenza alla rottura e tenacita,  alla facilità di stampa, senza ritiri e delaminazioni come capita ad esempio con l’ABS. La presenza del Carbonio poi conferisce al materiale una particolare leggerezza.

Vediamo se è proprio così.

Bobina Sharebot Nylon Carbon
Bobina Sharebot Nylon Carbon

Nylon Carbon - Aspetto
Nylon Carbon – Aspetto

Nylon Carbon su 42
Nylon Carbon su 42

Come prima operazione è stato sostituito l’ugello con uno temprato. Operazione altamente consigliata se non si vuole incorrere nella rapida usura di quelli standard in ottone

Il modello prescelto, una molla,  segue l’esempio dei ragazzi di Sharebot,. Il particolare è stato ottenuto con un modellatore solido (Autodesk Inventor) e rappresenta le dimensioni verosimili di una molla a filo tondo commerciale.

diametro del filo: 6 mm  molla_cad
H molla: ~80 mm
Diametro esterno molla: 26 mm

Il file è stato salvato in formato STL alla massima definizione e processato con lo Slicer commerciale Simplify3D.

Parametri di stampa:
Diametro ugello: 0.4 mm
Temperatura estrusore: 260°
Ventole: Spente
Temperatura del piano: 30°
Velocità di stampa: 30 mm/s
Spessore strato in Z: 0.2 mm
Supporti: si, su tutto il modello.
Tempo di stampa: circa 4 ore.

Sono stati fatti un paio di tentativi che ci hanno confermato la necessità di avere un supporto in quanto la creazione dell’elica comporta un continuo depositare di materiale a sbalzo e le estremità sottili che si vengono a formare mano a mano che l’elica cresce, tendono a deformarsi, compromettendo la geometria.

Il fenomeno è abbastanza insensibile alla risoluzione in Z.

Molla processata con Simplify3D
Molla processata con Simplify3D

Un altro problemino che si è verificato è la tendenza dell’ugello ad otturarsi a freddo. E’ consigliabile, come procedura, passare un ago calibrato nell’ugello caldo prima di iniziare una stampa, al fine di evitare false partenze.

Per l’adesione al piano (che ricordiamo sulla 42 è rappresentato da un tappeto magnetico plastificato e flessibile),  basta una spruzzata di lacca.

Alla fine il risultato è stato il seguente

Come si può vedere la nostra molla è molto elastica. Con una lunghezza  “a pacco” pari a 40 mm, assicura una deformabilità del 50% rispetto alla sua lunghezza libera.

Conclusioni

Da questo primo Test possiamo dire che il materiale mantiene le promesse. E’ facile da stampare, considerando che l’oggetto scelto non è geometricamente banale, facile da mantenere attaccato al piano e semplicissimo da staccare a stampa finita. I supporti a fine stampa si separano facilmente.

Il pezzo finito mostra una leggerezza quasi innaturale, grazie al carbonio presente e romperlo è praticamente impossibile, al massimo lo si può deformare plasticamente, ma il limite di elasticità è molto elevato. Il colore dopo la stampa è identico al filamento in bobina e i layer sono sostanzialmente invisibili, donando una buona sensazione di compattezza, finitura e solidità al manufatto.

Certo il costo non è quello di un PLA, ma i risultati sono di tutt’altro livello. Ideale quindi per applicazioni specifiche, di carattere tecnico.

A questo link potete scaricare il file stl

molla_6_26_80.stl

e qui il Gcode ottenuto con Simplify 3d e le impostazioni viste precedentemente

molla_6_26_80.stl (.zip)

Giocando con la percentuale di riempimento (INFILL), si potranno ottenere rigidità differenti.

A questi link potete trovare i prodotti in vendita:

Filamento Nylon Carbon

Stampante 3D Sharebot 42

Stampa Multimateriale a 2 e 4 filamenti per Prusa i3 MK2!

Era il tassello che mancava al più famoso e diffuso progetto Open Source per la Stampa 3D…. la MULTIESTRUSIONE.

mk2_mm_featured

Prusa l’ha risolto a modo suo e l’ha presentato alla fiera TCT  Birmingham iniziata ieri.

Come sa chi mastica  un po’ di stampa 3D, la stampa multimateriale (con diverso materiale e/o  colore), è da sempre una delle cose più ostiche da realizzare.

Tutte le case produttrici hanno a catalogo una stampante con almeno il doppio estrusore, ma se da un lato sembra facile poter stampare i nostri oggetti semplicemente partendo da un modello 3D opportunamente realizzato e affidandoci a Software (slicer)  e Hardware predisposti, dall’altra ci si scontra con problemi pratici che più o meno si ripetono per tutti:

  • gocciolamenti dell’estrusore inattivo (oozing)
  • interferenze dell’ugello inattivo sulla plastica già depositata
  • distacco dei supporti che dovrebbero aiutare a prevenire i difetti di stampa (Prime Pillar & shield)

così capita che dopo vari tentativi e messe a punto si trovi una quadra fra temperatura degli ugelli, forma e dimensioni di Prime Pillar e Shield e qualcosa si ottiene, ma siamo ancora lontani dalla facilità di utilizzo abbinata alla ripetibilità e velocità di stampa, almeno sulle stampanti di fascia medio bassa (ma anche su molti modelli più costosi)

Ora Josef Prusa presenta la propria soluzione, basata non su un multi estrusore, ma su un singolo estrusore nel quale vengono incanalati fino a 4 filamenti, di diverso materiale e/o colore

Di fatto si tratta di un Upgrade che può essere applicato alla stampante Prusa i3 MK2.

original-prusa-i3-mk2-multi-material-upgrade

La stampante, dopo l’aggiornamento alla versione a 4 materiali, si presenterà con 4 motori di trascinamento montati sulla testa del frame, al posto del motore centrale originale  e 4 tubi (uno per materiale) che si incontrano in un distributore centrale sul carrello stesso.

Posteriormente troveremo il supporto con le 4 bobine ed il relativo filamento incanalato verso i motori.

Dal punto di vista elettronico, per preservare l’hardware esistente della Prusa i3 MK2, la soluzione adottata per pilotare i motori in più è stata aggiungere una schedina elettronica che in un futuro potrebbe conoscere versioni anche per più di 4 filamenti….

multiplexing

Il principio è semplice:

Ogni qualvolta si rende necessario il cambio filo perchè ad esempio si cambia colore, la testina va in una zona di pulizia, estrude un po’ di filamento e velocemente lo ritrae, in modo da lasciare poco residuo di materiale. A questa fase segue l’inserimento del nuovo filamento e la relativa pulizia dell’ugello, sfruttando ancora una volta il concetto del Prime Pillar, ovvero una zona nella quale si stampa materiale che non farà parte della figura. Questa volta però il Pillar sarà costituito da settori di colore e /o materiale uniforme, uno per ogni filamento utilizzato.

Niente più Shield, quindi! e niente più gocciolamenti!

Ci sentiamo di condividere con Prusa

i Vantaggi

  • nessuna calibrazione particolare legata alla presenza di più estrusori (distanza in x e y fra gli ugelli e livellamento in z)
  • nessun problema di oozing dell’estrusore inattivo
  • nessuna riduzione dell’area di lavoro legata all’ingombro dei gruppi estrusori aggiuntivi
  • minore complessità meccanica e conseguente minor rischio di rotture
  • riutilizzo dell’attuale hardware. Si aggiunge solo una scheda per pilotare i nuovi motori
  • il carrello sull’asse x risulta essere molto leggero

e gli Svantaggi:

  • i materiali di tipo flessibile ( i vari Flexfill, Filaflex, Ninjaflex ecc…) non beneficieranno della modifica in quanto la distanza dall’ugello difficilmente permetterà al motore di spingerli senza arrotolamenti… A riguardo però Prusa sta già pensando ad una soluzione con soluzione mista motore diretto (come l’attuale Prusa i3 MK2)e indiretto (versione multimateriale)
  • non si risolve ancora il problema della stampa con materiali che richiedono temperature di estrusione molto differenti.

A chi è rivolto l’Upgrade?

come già detto, una delle difficoltà maggiori della stampa multimateriale e ottenere modelli CAD solidi opportunamente scomposti. Si tratta di una problematica non proprio banale che seleziona un po’ l’utenza. Partendo da questa considerazione, di potrebbe pensare che la versione a 4 materiali sia più interessante per gli utenti esperti, che sperimentano o che usano la stampa 3D in modo professionale, mentre la versione a due materiali diventa molto molto interessante per chi spesso lavora con i materiali di supporto.

Quando sarà Disponibile

Prusa inizierà le vendite a fine Novembre.

In Italia 3DM s.r.l.  sarà fra le prime ad averlo. Sono già stati prenotati alcuni kit.  Per averlo, scriveteci a info@3dmshop.it

I prezzi vanno da 219 € per la versione a due filamenti ai 269 € per la versione a 4 filamenti.

Cosa manca….

Il fatto che gli slicer non prevedano ancora questo tipo di approccio alla pulizia ugello, lascia presupporre uno sviluppo da parte di Prusa che deve essere ancora svelato, a livello software.

Essendo ora il Pillar di tipo differente, attendiamo di sapere che tipo di elaborazione del Gcode verrà fatta. Ci aspettiamo o un’applicazione di postprocessing del Gcode, oppure una personalizzazione di uno o più slicer open source normalmente utilizzati oppure …….. voi cosa ne pensate?

 

Prusa i3 MK2 – prime impressioni

Finalmente Prusa Research ci ha inviato i primi due esemplari di Prusa i3 MK2.

Le caratteristiche dichiarate dal produttore sono:

Specifiche tecniche (Maggio 2016)

  • Volume di stampa;10500 cm3 (25 x 21 x 20 cm)
  • Design aperto per una maggiore maneggevolezza
  • LCD integrato, stampa da una scheda SD (8GB inclusa) oppure dal PC via USB
  • Estrusore originale E3D V6 Full
  • Ugello di 0,4 millimetri per filamenti diamentro 1,75 millimetri
  • Spessore dello strato da 0,05 mm
  • Calibrazione automatica
  • Piatto caldo rinnovato, con temperature omogenee su tutta l’area e superficie di adesione che non richiede nessun trattamento prima della stampa e neppure vetri o piani da interporre fra piano e pezzo.
  • Materiali supportati – PLA, ABS, PET, PP, HIPS Flex, Ninjaflex, Laywood, Laybrick, nylon, Bamboofill, Bronzefill, ASA, T-Glase, filamenti di fibra di carbonio, in policarbonato …
  • Stampa a colori semplice a strati
  • Consumo medio : 70 watt (stampa PLA) o 110 watt (stampa ABS),
  • Dimensioni esterne di 42x42x38 cm,
  • Peso 6,5 kg,
  • Certificazione CE
  • Firmware appositamente ottimizzato per la stampa silenziosa

Montaggio e test

Oggi vogliamo condividere con voi l’esperienza di montaggio integrando quanto in gran parte troverete sui manuali con le nostre impressioni.

L’imballo:

unboxing

Non differisce molto dalla versione i3 precedente. Abbastanza spartano, ma efficace e completo
All’interno della scatola del KIT PRusa I3 MK2 troviamo:

Due scatole contenenti:

  • Le plastiche
  • Le viti
  • L’elettronica
  • L’estrusore
  • I sensori
  • Le chiavi necessarie al montaggio

Una scatola contenente:

  • Il frame
  • Il nuovo piano di stampa MK42

L’alimentatore e relativo cavo di alimentazione

Una scatola con i motori degli assi e dell’estrusore

Un tubo contenente le varie barre filettate, le barre cromate e le guaine per i caviUna checklist

Un foglio riportante i vari test eseguiti sulle componenti elettriche.

A differenza del vecchio kit di montaggio segnaliamo la mancanza dei manuali di assemblaggio e di consigli utili per la prima stampa.

Si possono comunque trovare al seguente link:

http://manual.prusa3d.com/c/Original_Prusa_i3_MK2_kit_assembly

Le varie buste con le parti che compongono la stampante sono, come in precedenza, suddivise in base ai vari step presenti nel manuale di assemblaggio facilitando il montaggio.

Fase 1

Assemblaggio asse Y

Prepariamo i componenti per assemblare l’asse Y

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Partiamo con l’assemblare le barre filettate che andranno a sostenere le guide lineari e notiamo già da subito la presenza di una nuova parte in plastiche che servirà a sorreggere maggiormente l’alimentatore

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Come prescritto dal manuale manteniamo una distanza di circa 100mm tra il supporto arancione e la rondella su cui si fisserà il frame.

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Questa distanza sarà comunque da regolare una volta assemblato l’asse Y con il frame per avere una corretta calibrazione della stampante.

Andiamo ora ad assemblare tutti gli altri gruppi composti dalle barre filettate

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Passiamo all’ assemblaggio del telaio dell’asse Y aiutandoci con il frame per mantenere le giuste lunghezze delle barre.

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Prestando attenzione all’orientamento del frame di supporto del piano di stampa (indicato con un pallino verniciato su di esso) andiamo a fissare le bussole lineari.

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Le bussole vanno fissate sulla parte opposta rispetto al segno sul frame.

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Prestiamo attenzione a non stringere troppo la vite che fissa la puleggia altrimenti potremmo danneggiare il supporto di plastica

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Andiamo ora a fissare il motore al telaio.

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Da notare   che in su Prusa i3 MK2 i motori sono stati marchiati “Prusa” e riportano l’asse su cui dovranno essere montati.

Anche la parte di plastica di supporto del motore è stata modificata in modo da accogliere il sensore di finecorsa che finalmente ha una posizione fissa e precisa.

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La parte in plastica che fissa la cinghia su MK2 è stata modificata rispetto alla Prusa i3

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Ed ecco l’asse Y terminato.

Non si segnalano particolari problemi durante l’assemblaggio

L’unica perplessità risulta essere il fatto che i capi della cinghia non vengono trattenuti da delle fascette e quindi in caso di bloccaggio del piatto quest’ultima potrebbe sfilarsi dalla sua sede.

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Fase 2

Assemblaggio asse X

Prepariamo i componenti per assemblare l’asse X

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Notiamo che in Prusa i3 MK2 l’accoppiamento fra le bussole lineari dentro e le parti stampate in plastica,  è molto libero senza nessuna forzatura.

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Su Prusa i3 MK2 entrambe le parti in plastica sono differenti rispetto alla Prusa i3

Troviamo l’aggiunta di due viti per regolare la larghezza dell’asse X

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E’ stata aggiunta la predisposizione per il fissaggio del sensore di finecorsa direttamente sulla parte in plastica.

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Anche la parte di supporto del gruppo estrusore è stata modificata con il nuovo sistema di fissaggio della cinghia e la predisposizione per il sensore di autolivellamento (altra novità del nuovo kit Prusa i3 MK2)

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Ed anche l’asse X è stato terminato.

Ottimo  il sistema di fissaggio del sensore di finecorsa che ne garantisce una posizione più precisa.

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Fase 1

Assemblaggio asse Z

Prepariamo i componenti per assemblare l’asse Z IMG_2848Tutte le plastiche Prusa i3 MK2 che compongono l’asse Z sono state modificate rispetto la vecchia versione Prusa i3.

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Su MK2 i motori dell’asse Z  hanno la vite senza fine integrata. Sono stati così eliminati tubi di gomma o giunti elastici, a beneficio di una maggiore precisione ed affidabilità.

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E’ stata inoltre introdotta una boccola conica per proteggere il motore da polvere o residui di stampa

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Anche i motori dell’asse Z sono marchiati con l’indicazione di quale va montato a destra e quale va a sinistra.

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Sono state aggiunte boccole per le viti senza fine sull’asse X per una maggiore scorrevolezza e precisione

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Ed ecco l’asse X assemblato con l’asse Z.

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Anche il supporto superiore per la barra cromata è stato modificato per accogliere la nuova vite senza fine dei motori dell’asse Z

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Il cablaggio di Prusa i3 MK2 è identico invece a quello di Prusa i3

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Assembliamo X-Z  con l’asse Y

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In questa fase occorre verificare la perpendicolarità tra l’asse X e l’asse Y.IMG_2868
Per facilitare questa operazione basta allineare il frame con il piano di supporto del piatto di stampa

Si passa ora al montaggio della cinghia il cui tensionamento è uguale alla cinghia dell’asse Y

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Fase 4:

Assemblaggio Gruppo estrusore

 

Prepariamo i componenti per assemblare il gruppo estrusoreIMG_2828IMG_2869

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Il gruppo estrusore di Prusa i3 MK2 è stato completamente rivisto. Adesso ospita il sensore per l’autolivellamento, un motore più potente e il gruppo E3D V6 full

Nell’assemblare il motore con le plastiche bisogna prestare attenzione ad allineare la boccola di trascinamento del filamento con il tubo in PTFE dell’estrusore

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Il gruppo estrusore è stato aggiornato all’ultima versione (V6) della E3D e permette il raggiungimento di una temperatura maggiore rispetto al passato.

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L’ugello rimane da 0.4mm

Anche il sistema di trascinamento del filamento di Prusa i3 MK2  è rimasto come la versione passata con le viti con molle per regolare la pressione sul filamento stesso.

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E’ stata variata anche la posizione della ventola a chiocciola che raffredda il filamento in uscita dall’estrusore ed ora è posizionata in posizione frontale con un nuovo sistema di diffusione dell’aria

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Una delle più grandi novità di Prusa i3 MK2  è l’autolivellamento deI piano. Non è una novità in senso assoluto, ma un gran passo avanti rispetto alla precedente versione di Prusa i3.

Il sensore di finecorsa Z è stato quindi eliminato ed il proximity che permette grazie ad un aggiornamento firmware di eseguire l’autolivellamento prima della stampa. Prusa ci ha messo del suo riscrivendo la routine che determina il piano geometrico medio fra i punti rilevati. Rispetto a quanto fa la maggior parte delle stampanti basate su Marlin, ovvvero il calcolo su 3 punti. Prusa i3 MK2 utilizza 9 punti. In tal modo si vuole tenere conto anche dei difetti di curvatura.

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I cavi vengono ora fatti uscire tutti dalla parte posteriore della stampante.

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Fase 5

Assemblaggio LCD

Prepariamo i componenti per assemblare LCD

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Tutte le plastiche del gruppo LCD sono state riviste ed ora i due supporti di Prusa i3 MK2 si montano senza fatica rispetto alla versione precedente

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Anche la cover ed il manopolino per muoversi nei menu sono stati rivisti. IMG_2893

Sono stati inoltre aggiunti dei ganci per fissare le piattine del LCD al telaio senza dover utilizzare le fascette. IMG_2894

 

L’LCD viene ora fissato con due viti alla cover rendendo il tutto più stabile rispetto al passato

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Fase 6

Assemblaggio Alimentatore e piatto di stampa

Prepariamo i componenti per assemblare l’alimentatore ed il piatto di stampa

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Prima di iniziare l’assemblaggio ricordiamoci di controllare che l’alimentatore sia impostato su 220V. In ogni caso il produttore li manda già configurati.

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Ulteriore miglioramento  introdotto in Prusa i3 MK2 è l’aggiunta di due fissaggi tra l’alimentatore ed il telaio, questo per garantire una maggiore rigidezza alla struttura. IMG_2904

Il piatto di stampa riscaldato di Prusa i3 MK2 è stato completamente rivisto, ha un’area di stampa maggiore, viene ora fissato al frame senza possibilità di regolarne la posizione ed è stato ricoperto di un materiale che permette di stampare senza l’ultilizzo di colle o  soluzioni ABS .

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E’ stato inoltre introdotto un carterino per la protezione dei cavi del piano di stampa riscaldato.

Fase 7 

Assemblaggio Elettronica

Prepariamo i componenti per assemblare l’elettronica

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Il box prevede uno sportello che facilità la manutenzione.

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la procedura per assemblare l’elettronica di Prusa i3MK2 non è cambiatoa molto rispetto alle versioni precedenti. Su MK2 però

il box è stato pensato meglio e il tutto ha un aspetto più solido e razionale.IMG_2917 IMG_2918 IMG_2919

A lavoro terminato Prusa i3 MK2  risulta essere più pulita e moderna rispetto a Prusa i3.

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A montaggio finito possiamo dire che Prusa i3 MK2 a fronte di un piccolo incremento di prezzo, porta con se molte novità, in parte allineandosi alla concorrenza, in parte andando oltre. Poche stampanti riescono ad integrare tutte le funzionalità di Prusa i3 MK2

Pregevole poi il tentativo di semplificare le procedure di preparazione del piatto di stampa, che, ricordiamo è uno di quelli che raggiunge le temperature più alte iin poco tempo.

A breve pubblicheremo le prime prove e ne testeremo la reale efficacia.

Per ora non ci resta che dire Bravo Prusa!!!.